
Moschea di Almonaster La Real
La Mezquita de Almonaster si trova sulla sommità del colle che sovrasta il Castillo. È una testimonianza eccezionale delle prime opere islamiche in Spagna. Un edificio piccolo e sobrio, eretto durante il regno di Abd al-Rahman III, ma dotato della sottile eleganza del periodo omayyade. Deve essere stato costruito alla fine del IX o all'inizio del X secolo. Dai resti riutilizzati nella sua costruzione si può pensare che, in epoca romana, esistesse un edificio monumentale successivamente trasformato in chiesa visigoto-cristiana, sopravvissuta con carattere monastico fino all'invasione musulmana. Numerose colonne, capitelli e conci romani del I e II secolo, così come interessantissime vestigia visigote dal V al VII secolo, sono muti testimoni di questo riutilizzo. Seguendo i canoni dell'epoca califfale, la Mezquita presenta due spazi chiaramente definiti: lo shan o patio aperto per le abluzioni e l'haram, la sala di preghiera coperta. L'oratorio si compone di cinque navate orientate verso il muro della qibla, le cui arcate in mattoni, originariamente a ferro di cavallo, poggiano su colonne e pilastri di materiali, dimensioni ed epoche differenti (materiale di spoglio). Nei materiali da costruzione predominano la muratura e l'aparejo toledano, sebbene appaiano anche il mattone e, in alcune zone, il tapial o cantonali di grandi conci granitici. Al centro della qibla si apre il mihrab, a pianta cubico-semicircolare, coperto con volta a forno; un alfiz di mattoni incornicia l'arco a ferro di cavallo frontale. L'alminar, che conserva ancora nella sua parte iniziale la scala che circola attorno al pilastro centrale, completa l'edificio islamico. Quando i cristiani occuparono queste terre, nel XIII secolo, fu costruito un abside probabilmente romanico, di cui rimangono solo gli attacchi dell'arco trionfale inglobati in quelli dell'arco attuale, convertendo l'edificio al culto cristiano sotto la denominazione di Ermita de Nuestra Señora de la Concepción. Alla fine del XV o all'inizio del XVI secolo, la mezquita subì una serie di lavori importanti che rinnovarono parte della sua struttura e aggiunsero nuovi spazi: furono ritagliati gli archi adiacenti alla qibla, sebbene alcuni conservassero ancora attacchi a ferro di cavallo; fu rinforzato il muro della qibla, aggiungendo un contrafforte; fu riformato il mihrab e ampliata la mezquita con l'innalzamento del portico e forse della cisterna; il tutto all'interno di uno stile mudéjar (archi ribassati e scemi, mattoni a vista) legato a quello sivigliano. Nel XVI secolo fu realizzato il campanile e furono lavorate la sacrestia e il portico, oltre ad aggiungere alcuni dettagli decorativi come gli azulejos che adornano il gradino d'ingresso al presbiterio. Opere successive, già nel XVIII secolo, sono la trasformazione della sommità della torre, la costruzione del “cuarto de los moros” e la decorazione della cupola dell'abside. Né le vicissitudini del passare del tempo, né gli attacchi della natura hanno potuto scalfire questo singolare monumento, emblema di Almonaster e origine e destinazione di culture. Ogni epoca ha impresso il suo sigillo e di ogni epoca ci rimane il ricordo evidente nelle sue vecchie pietre, che sopravvivono ai nostri giorni come un autentico crogiolo di culture, sintesi di tutta la storia di questo popolo, membro di Los Pueblos Más Bonitos de España.












