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Acquedotto medievale di Los Arcos
Patrimonio · Alpuente

Acquedotto medievale di Los Arcos

L'acquedotto di Los Arcos: monumento medievale aAlpuente

L'acquedotto di Los Arcos: monumento medievale ad Alpuente


Preparati a rimanere senza fiato davanti all’Acquedotto di Los Arcos, una spettacolare opera idraulica costruita tra il XVI e il XVII secolo. Questa imponente opera d’arte e di ingegneria medievale nacque con uno scopo vitale: convogliare l’acqua delle sorgenti Nueva e Marimacho per fornire acqua per l’irrigazione, il consumo e la vita quotidiana agli orti e ai lavatoi della città di Alpuente.

Per la sua spettacolarità e il suo valore storico, è stato dichiarato Bene di Interesse Culturale (BIC) nel 2005.

I tre ingranaggi di un meccanismo perfetto

Los Arcos non è un monumento isolato, ma parte di un sistema idraulico più ampio composto da tre elementi:

  1. La captazione: il punto di origine da cui provenivano le acque delle sorgenti Nueva e Marimacho.

  2. Il Canale Principale: un canale scavato direttamente nel terreno. Canalizza l’acqua per 230 metri fino all’acquedotto e, da lì, serpeggia per 3 chilometri seguendo le curve di livello della montagna fino a raggiungere la città.

  3. Gli archi: il monumentale acquedotto che si erge maestoso per superare il profondo dislivello del fiume Reguero.

Caratteristiche di una grande opera

Con una lunghezza di 265 metri di tracciato praticamente rettilineo (salvo una leggera curva a 14 metri dall’inizio), la sua arcata è uno spettacolo visivo:

  • È costituita da tredici archi a sesto acuto di andamento regolare.

  • Dieci di essi sono simili, di tipo ribassato, e si trovano sulla destra del fiume con orientamento a sud.

Una storia di forza e ricostruzione

Come ogni grande opera, Los Arcos porta le proprie cicatrici epiche. Sapevi che l’arco principale, quello che attraversava il fiume, è scomparso? Era il più imponente di tutti, ma una devastante piena nel 1880 lo spazzò via, danneggiando anche gli archi adiacenti.

A dimostrazione del carattere forte della nostra terra, tra il 1986 e il 1988 l’acquedotto è stato restaurato con un intervento che ha integrato due archi in cemento armato, rispettando la silhouette originale e fondendo la storia medievale con l’ingegneria moderna.