Chiesa in stile gotico-mudéjar · Almonaster la Real
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L’Ermita de la Concepción, situata nell’antica moschea, era diventata troppo piccola per ospitare le funzioni religiose, rendendo necessaria la costruzione di un nuovo tempio per la località. La nuova chiesa fu eretta in una posizione relativamente lontana dal Castello, il che l’avrebbe trasformata in un nucleo attorno al quale si sarebbe concentrata l’espansione urbanistica della località. Il tempio, di grande complessità costruttiva, è considerato un monumento unico nell’Arcidiocesi di Siviglia, grazie al tipo di volta a botte ogivale utilizzata nelle sue tre navate e alla singolarità del Portale del Perdón. La sua costruzione potrebbe essere iniziata all’inizio del XIV secolo, secondo lo stile mudéjar. Successivamente, nel corso del XV secolo, l’opera fu completata con una serie di interventi, ben integrati in quelli precedenti, tra cui spiccano la Porta del Vangelo e quella dell’Epistola, incorniciate da contrafforti e da un alfiz. Nel primo terzo del XVI secolo furono costruiti il coro, la torre e la Porta del Perdón, elemento quest’ultimo di evidente singolarità stilistica nell’architettura religiosa dell’intera zona. La Porta del Perdón è un magnifico esempio dello stile manuelino portoghese, caratteristico delle chiese rurali dell’Alentejo. Dovrebbe essere stata eretta intorno al 1530, poiché lo stemma che la corona, secondo il professor Pérez Embid, apparteneva al cardinale Don Alonso Manrique de Lara, arcivescovo della sede di Siviglia dal 1524 al 1538. È costruita in pietra calcarea locale. Un grande arco incorniciato da due pinnacoli racchiude un altro arco a conopio che dà accesso al tempio. Spiccano il suo disegno e la decorazione centrale con motivi associati sia allo stile manuelino che a quello gotico: vegetazione tropicale, motivi marini, animali in lotta, figure antropomorfe, ecc. All’inizio del XVII secolo fu costruito il piccolo portale manierista che dà accesso alla sacrestia e, nello stesso secolo, l’attuale tabernacolo. Il terremoto del 1755 danneggiò notevolmente l’edificio, che fu poi restaurato dall’architetto Pedro de Silva.

