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Noticia

Quindici paesi aragonesi si uniscono: nasce in Aragona l’associazione “I paesi più belli della Spagna”

16 lug 2026 · 14:28

Rete nazionale · Aragona

Quindici paesi aragonesi si uniscono: nasce in Aragona l’associazione «I paesi più belli della Spagna»

Albarracín, Aínsa, Alquézar, Sos del Rey Católico, Valderrobres… I quindici comuni aragonesi certificati dalla rete nazionale hanno firmato oggi a Saragozza l’atto costitutivo della propria associazione regionale. È la seconda in Spagna, dopo quella della Cantabria, e nasce con un obiettivo ben preciso: garantire che i piccoli paesi abbiano voce in capitolo quando si parla di turismo, patrimonio e spopolamento.

16 luglio 2026 · Saragozza

C’è un’idea semplice alla base di ciò che è accaduto oggi a Saragozza: quindici piccoli paesi, sparsi nelle tre province aragonesi, insieme valgono molto di più che separatamente. Con questa convinzione, i quindici comuni dell’Aragona che fanno parte della rete «I paesi più belli d’Spagna» hanno costituito l’Associazione «I paesi più belli d’Spagna in Aragona», un’entità propria per lavorare fianco a fianco sulle questioni che riguardano tutti: il turismo sostenibile, la conservazione del patrimonio e la lotta contro lo spopolamento.

L’evento ha potuto contare sul sostegno del Governo dell’Aragona, rappresentato dall’assessore all’Ambiente e al Turismo, Luis Francisco Biendicho Gracia, e sulla presenza del presidente dell’associazione nazionale, Francisco Mestre.

Che cos’è esattamente questa nuova associazione?

Non è un’associazione aperta a qualsiasi comune. Possono farne parte solo i paesi aragonesi che hanno già ottenuto la certificazione della rete nazionale, un marchio che viene concesso dopo aver superato rigorosi criteri di qualità in materia di patrimonio, urbanistica e turismo.

La nuova entità ha uno statuto e una personalità giuridica propri a livello autonomo, ma si integra nell’associazione nazionale, dalla cui struttura dipende. La formula mira a un obiettivo molto pratico: avvicinare la rete al territorio e mantenere un dialogo diretto con ciascun governo autonomo, cosa difficile da realizzare partendo da una struttura esclusivamente nazionale.

L’Aragona diventa così la seconda comunità autonoma a compiere questo passo, dopo la costituzione, lo scorso 9 giugno 2026, dell’associazione in Cantabria, che riunisce sette comuni.

I quindici comuni, provincia per provincia

Nove si trovano a Teruel, quattro a Huesca e due a Saragozza. Insieme costituiscono una delle presenze autonome più importanti di una rete che oggi conta 126 comuni certificati in 17 comunità autonome.

Huesca 4 paesi

  • Aínsa — borgo medievale del Sobrarbe, punto di riferimento del romanico e del turismo di montagna.

  • Alquézar — enclave del Somontano, tra la montagna e le gole.

  • Ansó — valle pirenaica dall’architettura tradizionale e dalla forte identità culturale.

  • Roda de Isábena — nella Ribagorza, con l’antica cattedrale di San Vicente Mártir, gioiello del romanico lombardo.

Teruel 9 paesi

  • Albarracín — uno dei complessi storici più emblematici della Spagna.

  • Calaceite e La Fresneda — nel Matarraña, con centri storici dal marcato carattere rinascimentale.

  • Valderrobres — anch’essa nel Matarraña, con il suo castello e una delle principali destinazioni turistiche della provincia.

  • Cantavieja e Mirambel — nel Maestrazgo, con la loro piazza porticata e il celebre Portal de las Monjas, rispettivamente.

  • Linares de Mora, Puertomingalvo e Rubielos de Mora — nella Sierra de Gúdar, esempi di architettura popolare e borghi storici dalla forte identità.

Saragozza 2 paesi

  • Anento — con i suoi singolari giardini pensili e il suo contesto naturale e storico.

  • Sos del Rey Católico — borgo medievale fortificato e uno dei complessi storico-artistici più completi dell’Aragona.

Unire le forze dal mondo rurale

I quindici comuni condividono la stessa realtà: sono piccoli enti locali che, agendo in modo coordinato, acquisiscono maggiore capacità di incidenza e di realizzazione di progetti. L’associazione nasce per affrontare insieme sfide che nessuno può risolvere da solo:

  • Sviluppare un turismo culturale e sostenibile, che apporti benefici senza causare danni.

  • Contrastare lo spopolamento e lo squilibrio territoriale.

  • Conservare il patrimonio storico, naturale e paesaggistico.

  • Ravvivare la vita nelle zone rurali.

  • Accedere a aiuti, programmi e progetti regionali.

  • Mantenere un dialogo diretto e stabile con il Governo dell’Aragona e le altre amministrazioni.

Cosa ne pensano

«La costituzione dell’associazione aragonese consolida un modello che rafforza la rete a partire dal territorio: i paesi acquisiscono una voce propria nei confronti del proprio governo regionale senza perdere il sostegno e il marchio della rete nazionale».

Francisco Mestre · Presidente dell’Associazione «I paesi più belli di Spagna»

«Il Governo dell’Aragona sostiene questa iniziativa, che riconosce il valore patrimoniale e turistico dei nostri paesi e facilita una collaborazione più diretta tra l’amministrazione regionale e i comuni che meglio rappresentano l’eccellenza del territorio rurale aragonese».

Luis Francisco Biendicho Gracia · Assessore all’Ambiente e al Turismo del Governo dell’Aragona

Consiglio direttivo e sede

Durante la cerimonia sono stati approvati gli statuti della nuova entità ed è stato nominato il suo consiglio direttivo:

Presidente: Sindaco di Linares de Mora (Teruel)

Segretario: Sindaco di Albarracín (Teruel)

Tesoriere: Sindaco di Aínsa (Huesca)

Membro 1: Sindaco di Anento (Saragozza)

Membro 2: Sindaco di Calaceite (Teruel)

La sede dell’associazione è stabilita a Linares de Mora, uno dei quindici comuni membri.

Inizia una nuova fase

Con l’associazione ormai operativa, i quindici paesi aragonesi avviano una fase di collaborazione: progetti condivisi, un turismo di maggiore qualità e, soprattutto, l’impegno a mantenere la popolazione e l’attività nelle zone rurali. Lo faranno in coordinamento con il Governo dell’Aragona e con l’intera rete nazionale. Perché dietro ogni bel paese c’è gente che vuole continuare a viverci.