El Macvac di Vilafamés ospita la mostra di Sara Bellés sulla trasformazione che accompagna la maternità
07 nov 2026 · 09:51
Il Museu d’Art Contemporani Vicente Aguilera Cerni de Vilafamés (MACVAC) organizza la mostra dell’artista Sara Bellés “Una mirada artística a la maternidad”, una proposta che affronta, a partire dalla creazione plastica e dall’esperienza personale, una delle trasformazioni più profonde della vita. La mostra si inserisce nel programma del Congreso de Maternidad, che si terrà questo prossimo sabato 7 novembre, alle 11.00, a Vilafamés. Successivamente, alle 12.00, si svolgerà una visita guidata al MACVAC, con un percorso dedicato alle donne rurali. Le attività sono gratuite per le persone iscritte al Congreso de Maternidad.
La mostra nasce dall’esperienza diretta dell’artista e da come la maternità ha trasformato il suo modo di guardare il mondo. Quando il suo primo figlio aveva due anni, Bellés ha presentato al pubblico una prima collezione di opere sulla maternità. Dipingeva, disegnava e osservava per cercare di conservare quegli istanti quotidiani che sapeva che, inevitabilmente, sarebbero sfuggiti dalla sua memoria. Da quella fase sono nate circa cento opere in cui l’esperienza di essere madre è diventata anche materia artistica.
Anni dopo, con i suoi due figli che crescono e una prospettiva di vita diversa, l’artista torna a quelle opere con un altro sguardo.
L’evoluzione della maternità
La maternità si è evoluta insieme a lei: non è più la stessa esperienza, né ha gli stessi ritmi o le stesse necessità. Il suo mondo si è ampliato e così anche il suo modo di intendere l’amore, che non consiste più soltanto nello stare vicino, ma anche nell’imparare a lasciar crescere e ad accompagnare da lontano. Questa evoluzione costituisce uno dei assi della proposta espositiva. Bellés propone un dialogo tra la donna che è stata e quella che è oggi, tra i primi ricordi dell’allevamento dei figli e la consapevolezza che ogni tappa ha il proprio linguaggio. La maternità appare così non come un’esperienza statica o idealizzata, ma come un processo di apprendimento continuo, di trasformazione e di identità.
Nelle sue riflessioni, l’artista evoca anche l’intensità sensoriale del post parto e dei primi mesi di vita del figlio: gli odori, il contatto della pelle, le piccole espressioni, le risate e i gesti quotidiani. Ricordi che, con il passare del tempo, svaniscono e che risvegliano il desiderio di trovare un modo per conservarli. In questo senso, la creazione artistica diventa una forma di memoria, un modo per tornare a sentire e per preservare ciò che il tempo trasforma.
Con questa mostra, il MACVAC inserisce nel contesto del Congreso de Maternidad una proposta artistica che amplia la riflessione su questa esperienza da una prospettiva intima, sensibile e contemporanea. Uno sguardo che collega il personale con il collettivo e che invita a riflettere sui legami familiari, sullo scorrere del tempo, sulla cura e sulle diverse maniere di vivere e comprendere la maternità.

