
Casa del Parco delle Gole del fiume Duratón
La Casa del Parco, ovvero il Centro di Interpretazione delle Hoces del Río Duratón, si trova nel centro storico della cittadina di Sepúlveda, all’interno della chiesa di Santiago.
La Casa del Parco o Centro di Interpretazione delle Hoces del Río Duratón è situata nel centro storico della città di Sepúlveda, all’interno della chiesa di Santiago.
Per ospitare la Casa del Parco Naturale delle Hoces del Río Duratón, nel 1992 è stata restaurata la chiesa romanica di Santiago, in rovina dagli anni Trenta. I lavori di allestimento si sono conclusi con l’inaugurazione e l’apertura al pubblico il 13 luglio 1994.
La Casa, la cui visita è fondamentale prima di accedere al Parco, comprende due elementi di interpretazione ambientale: la mostra e il percorso audiovisivo.
Accoglienza e benvenuto
L’area destinata all’accoglienza dei visitatori si trova all’ingresso della Casa del Parco. È composta da tre sportelli dove il personale specializzato fornisce ogni tipo di informazione relativa all’Area Naturale: mappe, sentieri, gestione dei permessi…
In quest’area è presente anche una bacheca dove vengono riportate le attività organizzate dalla Casa, altre iniziative della regione e informazioni di interesse sia per i visitatori che per la popolazione locale dell’Area.
Troviamo inoltre un pannello in cui, attraverso una sequenza di foto, viene illustrata l’evoluzione subita dalle rovine dell’antica chiesa fino alla trasformazione nell’attuale Casa del Parco. A seguire, come elementi introduttivi all’Area Naturale, si trovano una mappa della R.E.N. (Rete Ecologica Nazionale) di Castiglia e León e una foto aerea del Parco Naturale in cui sono indicati i suoi confini e i percorsi. Accanto a questa foto sono esposte mappe che forniscono informazioni sulla suddivisione in zone dell’Area Naturale (zone di riserva, zone ad uso limitato e zone ad uso compatibile), sui Comuni che la compongono e sulle strade di accesso.
Scopri il parco: zona del corso del fiume
Di seguito, il visitatore si immerge in un’avventura emozionante in cui scoprirà il segreto della formazione di questo straordinario paesaggio, la flora e la fauna di ciascuno degli ecosistemi che lo compongono e le tracce del passaggio dell’uomo e della storia.
La mostra è concepita in modo da rappresentare una passeggiata immaginaria lungo il canyon del Duratón. I pannelli sono disposti in modo da rispecchiare le diverse zone che possiamo osservare nell’ambiente naturale.
Una bella immagine del bosco ripariale in autunno ci conduce verso la zona più “umida” della mostra. I pannelli sono disposti orizzontalmente e a mezza altezza, imitando la pianura alluvionale del fiume. Una giovane lontra illustra (in veste di guida d’eccezione) le caratteristiche principali di questo luogo. La disponibilità di acqua e le condizioni climatiche favorevoli, grazie alla protezione offerta dalle pareti del canyon, determinano la presenza di specie animali e vegetali che differiscono da quelle delle zone circostanti. Il visitatore potrà osservare campioni delle foglie degli alberi tipici delle rive del fiume: pioppo, ontani, frassini, salici… Inoltre, potrà ascoltare il canto degli uccelli che nidificano sui loro rami: scricciolo, usignolo, rigogolo…
Alla scoperta del parco: zona delle scarpate e delle falesie
Alti pannelli verticali si ergono imponenti dal suolo per svelarci le principali caratteristiche di questo luogo inospitale. I primi ci svelano il processo di formazione del canyon e come il lento lavoro del fiume abbia scolpito nel corso di milioni di anni le imponenti pareti, che in alcune zone raggiungono i 100 metri di altezza. Attraverso un grafico che si illumina progressivamente è possibile visualizzare le diverse fasi del processo di carsificazione o carbonatazione, reazione chimica attraverso la quale si spiega il processo erosivo del fiume.
A titolo di esempio dell’erosione della roccia, una foto panoramica di San Frutos domina questo spazio insieme a una riproduzione della Grotta dei Sette Altari (al cui interno si osservano altari di epoca visigota scolpiti dall’uomo).
Subito dopo, sempre sulle pareti verticali del canyon, si trova lo spazio dedicato all’uccello più emblematico del Parco: il capovaccaio. In questa zona vengono illustrate alcune delle caratteristiche principali di questa specie: ciclo riproduttivo, peso, apertura alare, alimentazione e adattamenti. Si trova


