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La paleoicnologia: tracce del passato ad Alpuente

15 ago 2026 · 10:23

Il ricco patrimonio paleontologico della regione di Alpuente va oltre il semplice ritrovamento di fossili diretti, addentrandosi nell’affascinante mondo della paleoicnologia. Questa disciplina si occupa dello studio dei resti indiretti che gli esseri viventi hanno lasciato al loro passaggio milioni di anni fa. Lungi dal limitarsi alle ossa, queste tracce, note scientificamente come icnofossili, fungono da finestra unica sui comportamenti e sulle caratteristiche che, altrimenti, rimarrebbero nascosti alla scienza.

Gli icnofossili comprendono un’ampia gamma di reperti: dalle impronte e tracce, alle gallerie scavate nel substrato, alle uova e persino ai coproliti. L’analisi di questi resti permette ai paleontologi di ricostruire con maggiore precisione le caratteristiche morfologiche, le modalità di locomozione e persino le funzioni vitali e le abitudini degli organismi che abitavano il nostro pianeta in epoche remote. Grazie a questi indizi, i ricercatori possono interpretare l’interazione degli animali con il loro ambiente primordiale.


Siti di riferimento: Corcolilla e Cañada París


Nelle immediate vicinanze di Alpuente, il visitatore ha l’opportunità di conoscere due siti icnologici di grande rilevanza scientifica, opportunamente valorizzati. Nel sito di Corcolilla è possibile osservare più di un centinaio di impronte tridattili, lasciate per lo più da dinosauri teropodi e ornitopodi di piccole e medie dimensioni. D’altra parte, nel sito di Cañada París II, la diversità aumenta, consentendo di identificare impronte sia di dinosauri quadrupedi, come i sauropodi, sia di bipedi, rappresentati dai teropodi. Questi siti si collocano cronologicamente in un periodo di transizione geologica di grande interesse, che abbraccia il Giurassico Superiore e il Cretaceo Inferiore.


La paleoicnologia al Mupal


Per approfondire questo studio, il Museo di Paleontologia di Alpuente (Mupal) dedica una vetrina esclusiva alla paleoicnologia. Questo spazio permette al pubblico generale e specializzato di osservare i resti di gallerie scavate da vermi o crostacei, alla ricerca di cibo o rifugio. Inoltre, la mostra include esemplari di coproliti — escrementi fossili — di serpenti e pesci, che forniscono informazioni preziose sulla dieta e sugli ecosistemi di questi antichi abitanti della regione. Alpuente si conferma così come un punto di riferimento indispensabile per comprendere come il passato abbia lasciato un'impronta indelebile sulla nostra terra.