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Manifiesto · Los Pueblos más Bonitos de España

In Europa si interrano i cavi. In Spagna, troppo spesso, si interrano i paesaggi.

In più di 9 su 10 dei nostri paesi, nel centro storico sono ancora presenti cavi aerei. La legge lo vieta già: resta da farla rispettare e da stanziare i fondi necessari.

Alza lo sguardo in uno qualsiasi dei nostri paesi. Vedrai una piazza lastricata, una chiesa secolare, facciate che hanno resistito al passare del tempo con una dignità che non si improvvisa. E vedrai anche qualcos’altro: un groviglio di cavi neri che attraversa il cielo da un capo all’altro, si aggroviglia alle grondaie e pende dalle facciate come una cicatrice. Ci siamo abituati talmente tanto che quasi non li vediamo più. Ma sono ancora lì, a deturpare alcuni degli angoli più belli del Paese.

All’Associazione dei Paesi più Belli d’Spagna lavoriamo ogni giorno per valorizzare questo patrimonio. E ci scontriamo, ancora e ancora, con lo stesso ostacolo: un enorme sforzo per abbellire e far conoscere questi comuni, vanificato da un cablaggio di cui nessuno vuole assumersi la responsabilità.

Calle empedrada de un pueblo de la red: el cableado aéreo cruza el cielo entre las fachadas de piedra.
Una strada acciottolata in un paese della rete: i cavi aerei solcano il cielo tra le facciate in pietra.
Secondo le nostre verifiche , oltre il 90% dei nostri paesi presenta cavi aerei nel proprio centro storico. Non è l’eccezione: è la regola.
01 · Lo specchio

Guardiamo all’Europa

Non occorre andare lontano per vedere che si può fare diversamente. In Francia, nei siti protetti, nei parchi e nelle aree circostanti i monumenti, la legge impone la rimozione delle reti aeree, e qualsiasi nuova linea in prossimità di un bene protetto deve passare al vaglio degli architetti del patrimonio, che possono obbligare gli operatori a interrarla.

Ma la cosa fondamentale non è solo l’obbligo: è che esiste un sistema per rispettarlo. I consorzi pubblici per l’energia coordinano l’interramento delle tre reti — elettricità, illuminazione e telecomunicazioni — in un unico scavo, e il costo viene ripartito tra il consorzio, il dipartimento e il comune, che ne sostiene solo una parte. Nessuno lascia il paese da solo ad affrontare il problema.

Rete elettrica già interrata. E praticamente tutte le nuove linee che vengono installate passano sottoterra. In Europa si ritiene che un paesaggio curato sia anch’esso un’infrastruttura, e si investe in questo.

02 · Il paradosso

E qui, cosa dice la legge?

Questa è la parte più difficile da credere: in Spagna la legge, in molti casi, vieta già i cavi aerei nei centri storici.

Non è di competenza dello Stato, ma delle comunità autonome, e quasi tutte lo prevedono nelle loro leggi sul patrimonio. La legge catalana vieta espressamente gli impianti elettrici e telefonici aerei o fissati alle facciate nei complessi storici, che devono essere canalizzati sottoterra. Quella di Castiglia e León vieta di posare cavi e condutture a vista nei siti storici. La nuova legge andalusa stabilisce che, in questi spazi, gli impianti debbano, in linea di massima, passare nel sottosuolo. E le Canarie fanno un passo in più: impongono l’interramento e chiariscono che il costo è a carico delle aziende, non dei residenti. Anche la legge statale sulle telecomunicazioni esclude le linee aeree negli edifici del patrimonio storico.

La normativa, quindi, esiste. Allora, perché i cavi sono ancora lì?

03 · La trappola

Ciò che è già appeso

Il problema sta nel cablaggio già installato. La normativa è rigorosa per le nuove costruzioni, ma non stabilisce un obbligo generale chiaro di interrare ciò che era già stato posato. Ed è qui che tutto si blocca:

  • non esiste un meccanismo pubblico che finanzi e coordini l’interramento, come invece avviene in Francia.
  • Quando un paese protesta, inizia il gioco delle responsabilità: la società elettrica dice che spetta all’operatore, l’operatore che spetta al Comune, il Comune che ha già fatto la sua parte.
  • A tutto ciò si aggiungono i cavi in disuso: resti di vecchi impianti che non servono più a nessuno e che continuano a penzolare perché rimuoverli costa denaro e nessuno lo richiede.

Molti paesi interrano i propri cavi a poco a poco, due o tre strade alla volta, fino a dove arriva il bilancio di un comune rurale. Preparano il tratto… e inizia l’attesa, perché spetta alle aziende intervenire per spostare i propri cavi sottoterra. E non arrivano. Passano i mesi, a volte gli anni, e la strada interrata rimane con i cavi penzolanti, come se i lavori non fossero mai stati fatti.

Pueblo blanco de la red: la maraña de cables contrasta con las fachadas encaladas.
Paese bianco della rete: il groviglio di cavi contrasta con le facciate imbiancate a calce.
04 · L’ingiustizia

Due pesi e due misure

Perché, sia chiaro, in Spagna si interra davvero. Nelle città. Laddove c’è un bilancio comunale generoso, un consorzio dedicato al centro storico o l’accesso ai grandi fondi europei per la riqualificazione, i lavori si fanno: si aprono le trincee, si riordinano le reti e la città recupera la sua immagine. Lo schema, inoltre, è sempre lo stesso: l’amministrazione finanzia la canalizzazione e le aziende si limitano a trasferire in seguito i propri cavi.

Il problema è che questo schema non esiste per i piccoli centri. Non abbiamo consorzi. Non riusciamo ad accedere ai fondi destinati ai quartieri urbani. E ci ritroviamo soli di fronte a una spesa insostenibile. Così, mentre il centro storico di una capitale si modernizza, quello di un paese di trecento abitanti — con lo stesso o maggiore valore patrimoniale — rimane intrappolato in una ragnatela di cavi. Due pesi e due misure per lo stesso patrimonio.

Non chiediamo un trattamento di favore. Chiediamo di smettere di essere trattati come se non esistessimo.

Cables sobre calle empedrada de montaña: el tendido aéreo domina el conjunto histórico.
Cavi su una strada acciottolata di montagna: la linea aerea domina il complesso storico.
05 · La prova

Se si può, si può

E se si può, si può. Lo dimostrano i borghi più belli del resto d’Europa, che hanno fatto del cielo libero parte della loro identità, e lo dimostrano le nostre stesse città ogni volta che riordinano e interrano le reti nel centro storico. Non è un’utopia: è una questione di mezzi e di volontà.

Tra i «Pueblos más Bonitos de España», invece, i centri storici completamente privi di cavi sono ancora una rarità, proprio perché manca quel sistema che in altri luoghi esiste. Ciononostante, cominciano a esserci segnali a livello istituzionale. Il governo delle Canarie ha mostrato la volontà di affrontare la questione nei nostri paesi, e stiamo portando avanti colloqui con questo obiettivo. È un primo passo, ancora piccolo, ma nella giusta direzione. Speriamo che altre comunità autonome — che sono le competenti in materia — si uniscano a noi.

Iglesia y casco histórico: los cables cruzan la imagen del patrimonio.
Chiesa e centro storico: i cavi deturpano l’immagine del patrimonio.
Fachadas de piedra en la montaña: postes y cables sobre el tejado tradicional.
Facciate in pietra sulla montagna: pali e cavi sul tetto tradizionale.
Cosa chiediamo

Cinque richieste concrete

  1. Uno strumento specifico per il complesso storico rurale: un programma o un fondo coordinato e finanziato che faccia per i nostri paesi ciò che i consorzi e i fondi urbani già fanno per le città.
  2. Che le comunità autonome facciano rispettare le proprie leggi sul patrimonio, che già vietano la posa di cavi aerei in questi spazi.
  3. Che le aziende elettriche e di telecomunicazioni si assumano le proprie responsabilità, a partire dai villaggi che dispongono già di infrastrutture costruite e in attesa di essere utilizzate.
  4. La rimozione dei cavi in disuso, che deturpano il paesaggio senza più fornire alcun servizio.
  5. Che nessun paese debba pagare due volte per riavere il proprio cielo.
Un cielo pulito è anche patrimonio

Restituiamo il cielo ai nostri paesi

Prendersi cura di un paese non significa solo restaurare una chiesa o pavimentare una strada. Significa restituirgli il cielo. Significa che chi arriva possa scattare una foto senza che un cavo la attraversi, e che chi pensa di trasferirsi qui veda un luogo curato in ogni suo angolo.

I nostri paesi sono speciali. Lo dice il loro nome e lo dimostra ogni visitatore che li scopre. Meritano la stessa cura riservata ai paesi più belli del resto d’Europa e quella dedicata alle grandi città del nostro Paese. Siamo 126 comuni e diamo voce a molti altri. E la useremo.

Cuéntanos tu caso

¿Tu pueblo también lo sufre?

Estamos documentando todos los casos para llevarlos donde haga falta. Si tu municipio arrastra cableado aéreo —o si ya hizo la obra y sigue esperando a que migren la red— cuéntanoslo.