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La vita è un viaggio, viaggiare è vivere due volte" venite a scoprire san martín de trevejo! (IT)

San Martín de Trevejo · Cáceres · Extremadura

Congratulazioni! Avete deciso di vivere l'esperienza di San Martín De Trevejo. State per percorrere un itinerario unico, ricco di storia, bellezza e luoghi indimenticabili. Ecco l'itinerario con tutte le tappe che farete. Ricordate: il vostro cellulare timbrerà automaticamente il vostro passaggio in ogni punto del percorso. Benvenuti nella vostra avventura! Vi auguriamo di godervi ogni passo e di riuscire a completare tutti i luoghi proposti. Che il viaggio abbia inizio!

Sintesi dell'esperienza

Mappa del percorso

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1

Via "la plaza".

Dalla Plaza Mayor prosegue la via detta "La Plaza", dove si conservano più di 25 case con facce scolpite a forma di volto, forse con l'intento di allontanare gli spiriti maligni. Spicca la casa signorile di Los Ageros, con fregi e balconi in granito. In questa residenza soggiornò il ricercatore portoghese J. Leite de Vasconcellos durante i suoi studi sulla Fala tra il 1925 e il 1935. Nelle strade vicine, come San Juan, si conservano le tipiche case mañegas, con cantina, abitazione e soffitta, costruite con elementi tradizionali come le cantareiras o trancas.
2

Via della città

Nella via detta "Ciudad" si trovano ancora numerose cantine tradizionali, chiamate boigas in mañegu. Per prima cosa si entra nella boiga de afora, a un livello inferiore rispetto alla strada, dove si tenevano gli attrezzi, la yunta, il maiale in una cortelha, le galline in o galinheiru, la paglia in o palheiru e le pesebreiras. Più indietro si trova la boiga de adentru, a un'altitudine maggiore, a cui si accede tramite gradini. Qui venivano conservati i tini del vino e dell'olio, nonché le damigiane con i vini prodotti dalla famiglia.
3

Via "el puerto" (il porto)

Camminando lungo Calle El Puerto, si notano simboli incisi nella pietra di granito che raccontano la storia di antichi mestieri. Uno rappresenta i calzolai: forbici, stivali, punteruoli... dove pulivano e riparavano le scarpe. Accanto a una facciata c'è una scanalatura levigata dove affilavano i loro attrezzi. Più avanti, un altro rilievo mostra due cavalli, i loro cavalieri, un albero, il sole e la luna: è l'antico ufficio postale, simbolo dello scambio di posta tra i villaggi, sia di giorno che di notte, secondo le stagioni dell'anno. Una strada con la storia scolpita nella pietra.
4

Via "la iglesia" (la chiesa)

Nel centro della città si trova la chiesa di San Martín de Tours, del XVII secolo, a tre navate e con pareti in bugnato. Ospita tre pannelli del pittore Luis de Morales e una maestosa pala d'altare del XVIII secolo. Da segnalare anche le immagini barocche di San Pietro e San Paolo e sculture di grande valore come la Vergine della Stella e l'Immacolata Concezione. Accanto, la Casa de los Ojestos (XVIII secolo), con portale architravato e acciottolato tradizionale, che nel 1910 ospitò il filologo Ramón Menéndez Pidal durante i suoi studi sulla Fala Xálima.
5

Piazza principale

Situato nella Plaza Mayor di San Martín de Trevejo, il campanile, scolpito in pietra bugnata, ha una struttura prismatica con due sezioni separate da una cornice. Presenta doccioni zoomorfi e aperture semicircolari, oltre a un orologio e allo stemma di Carlo V, che concesse alla città il titolo di "Molto Nobile e Molto Fedele". Di fronte si trova la Casa del Comendador, con una facciata in bugnato. La fontana del 1888 e il ruscello, che proviene dal Pico Jálama, animano la piazza, dove spiccano le arcate in legno su pilastri di granito, tipiche dei "portais en mañegu".
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Stele funeraria "calle concejo" (via del consiglio)

Presso l'Ufficio del Turismo (Calle Concejo, 1) è possibile ammirare una stele funeraria rinvenuta a San Martín de Trevejo, appartenente a un gruppo tipico del sud-ovest della penisola iberica. Realizzata in granito, è alta 1,50 m, larga 78 cm e spessa 21 cm. Tre lati sono arrotondati e il quarto è interrato. Presenta incisioni: uno scudo centrale, una lancia in alto, una spada in basso, un possibile specchio a destra e, a sinistra, un elemento a forma di "E" nella zona interrotta, che si pensa faccia parte del disegno originale.