Cimitero
Comillas
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Luis Doménech y Montaner ha progettato la ristrutturazione del cimitero, integrando nella sua struttura le rovine dell'antica cappella gotica e disegnando una nuova recinzione ricca di elementi pittoreschi (pinnacoli, croci, arco di accesso). Come creazione paesaggistica, il progetto di Domench mira a enfatizzarne l'aspetto di rovina, ritagliandone i contorni con l'inserimento della scultura dell'Angelo custode di José LLimona (1894-1985), realizzata in marmo e collocata sulle pareti della navata della vecchia chiesa. Domench progetta anche il pantheon per la famiglia di Joaquín del Piélago per il cimitero, con la pietra tombale sull'onda stravolta dalla frusta modernista. Con una resa minimale, riesce a esprimere la sensazione dell'eterno, la calma solenne e ambivalente dell'angelo in posa come un uccello, ma anche del superato attraverso la presenza costante della rovina. Perché quelle rovine hanno avuto la loro storia: eventi iniziati con la sommossa organizzata durante la messa di quella domenica d'autunno del XVI secolo, quando un'anziana donna del villaggio fu costretta a lasciare i posti riservati ai duchi dell'Infantado, feudatari di quelle terre. Tutti insieme i parrocchiani giurarono di non mettere più piede in quella chiesa e decisero di costruirne una nuova tra i vivi e al riparo dalle burrasche del mare, nell'entroterra, in quello che oggi si chiama Bº la Iglesia. Ci furono cause e ancora cause e alla fine si decise di rimuovere la cattedra in questione, ma la popolazione aveva già deciso di abbandonare la vecchia chiesa parrocchiale e di spostare il culto nella cappella di San Giovanni (oggi occupata dal Municipio). Ci vollero due o tre secoli per costruire la nuova chiesa, a costo della loro festa, e la vecchia chiesa fu abbandonata.

