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Lugares de interés en Atienza

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Castello di Atienza
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Castello di Atienza

Durante il Medioevo furono gli arabi a costruire questa grande cittadella nella zona, una delle piazze più impressionanti, già citata in El Cantar del Mío Cid come "peña mui fuert". È uno dei castelli rupestri più emblematici della Castiglia. Recuperato dai cristiani, fu prigione di Stato, dove fu rinchiuso il Duca di Calabria. Durante la guerra d'indipendenza fu saccheggiato dalle truppe francesi. È stato dichiarato monumento nazionale. All'esterno spicca il mastio di forma quadrata, a due piani, con una scala interna e una terrazza da cui si gode di una straordinaria vista panoramica su tutta l'area, oltre a un gariton circolare sporgente. Sul massiccio roccioso si conservano anche due cisterne con volte in mattoni. Le mura che circondavano Atienza partivano dal castello.

Mura di Atienza
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Mura di Atienza

Atienza aveva due cinte murarie, di cui rimangono circa due chilometri. La più interna, risalente all'epoca di Alfonso VII, inizia e finisce al castello e circonda la Plaza del Trigo e la Calle de Cervantes (tradizionalmente e fino al 1905, Calle de la Zapatería). Aveva quattro porte, due delle quali (quella della Villa e quella della Nevera) sono scomparse; una si è conservata (quella di Arrebatacapas); e l'arco di Guerra, oggi in rovina, anche se conserva alcuni elementi minimi della sua costruzione originale. In questa prima fascia si conservano anche due porte, note come porta della Virgen e porta di San Julián o Hospital o Alto Rey. La più esterna di queste fu costruita all'epoca di Alfonso VIII. La Porta dell'Uscita (che si può vedere qui), otto cubi e il recinto aggiunto all'inizio del XV secolo del quartiere ebraico, vicino a questo punto, sono alcuni dei suoi elementi più caratteristici. Esisteva anche almeno un'altra porta, la Porta di Antequera, nei pressi dell'Ospedale di Santa Ana, oggi scomparsa.

Arco di San Juan o di Arrebatacapas
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Arco di San Juan o di Arrebatacapas

L'arco di San Juan o Arrebatacapas è una superba reliquia della prima cinta muraria della città. È un arco a sesto acuto che chiude uno dei lati della Plaza de Don Bruno Pascual Ruilópez o Plaza del Trigo e collega questa piazza con la Plaza de España. Il suo nome aneddotico di "Arrebatacapas" è dovuto al fatto che il vento strappa i mantelli degli Atencinos quando lo attraversano.

Piazza del Grano
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Piazza del Grano

Organizzata nel XVI secolo, era la piazza più importante della città, la piazza per eccellenza, dove si trovavano il municipio (fino a quando non fu spostato nell'attuale sede nel XVIII secolo), la prigione e, più tardi, il granaio. È qui che gli ordini del Municipio dovevano essere annunciati per entrare in vigore ed è qui che si tenevano i mercati settimanali e gli spettacoli pubblici (rappresentazioni teatrali e corride, soprattutto). È dominata dall'imponente mole della Chiesa di San Juan del Mercado (in allusione a una delle funzioni della Plaza) e al suo interno si può vedere quella che un tempo era la casa del Capitolo ecclesiastico, su colonne sormontate dall'aquila bicipite di Carlo V e dalle chiavi di San Pietro. L'armonia dei suoi edifici, sormontati da belle gronde, e i suoi graziosi portici la rendono una delle più belle della Castiglia. Anche se ufficialmente era semplicemente la Plaza, è stata conosciuta anche come Plaza del Trigo y del Mercado e, nel XX secolo, Plaza de Bruno Pascual Ruilópez. Per gli ateniesi, però, era, è stata e sarà la Plaza de Arriba.

Chiesa di San Juan del Mercado
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Chiesa di San Juan del Mercado

La primitiva chiesa romanica di San Juan fu demolita alla fine del XVI secolo per erigere un nuovo edificio. Anche se i lavori si protrassero fino a tutto il XVII secolo, non furono mai terminati. Parte delle sue pareti settentrionali sono addossate al muro. Sul lato meridionale, davanti al quale vi trovate, la facciata è liscia, in bugnato, rinforzata da solidi contrafforti in bugnato. Presenta diverse finestre e un portale classico con colonne su piedistalli e una nicchia con un'immagine in pietra di San Giovanni Battista del XVIII secolo. L'interno è a tre navate, separate da spesse colonne cilindriche. Particolarmente degna di nota è la pala barocca dell'altare maggiore, risalente al XVII secolo, con una scultura in legno policromo di San Giovanni Battista al centro. La pala è completata da splendidi dipinti di Alonso del Arco, del XVII secolo, che raffigurano scene bibliche. Altrettanto suggestivo è l'organo del XVIII secolo, situato nella cantoria.

Museo di San Gil
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Museo di San Gil

Della chiesa romanica del XII secolo rimane solo l'abside semicircolare. Il resto della chiesa è rinascimentale, del XVI secolo. All'esterno, sulla parete sud, si trova un portale plateresco formato da un arco semicircolare decorato con rose e affiancato da due pilastri sormontati da flambeaux. Sulla parete ovest si trova un altro portale più semplice in stile rinascimentale. All'interno, a tre navate separate da colonne ottagonali, spiccano il soffitto a cassettoni mudéjar e un fonte battesimale romanico. Ospita un museo di arte sacra, tra cui il Cristo reclinato, la Vergine del Rosario e le tavole dei Profeti e delle Sibille. Ospita inoltre interessanti collezioni di oreficeria, archeologia e mineralogia.

Museo della Chiesa della Santisima Trinidad
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Museo della Chiesa della Santisima Trinidad

Di stile romanico, del XII secolo, rimane solo l'abside, di influenza segoviana, di grande bellezza ed eleganza. La chiesa fu ristrutturata nel XVI secolo. All'esterno presenta due porte, una rivolta a sud e l'altra a ovest, entrambe in stile rinascimentale. All'interno, a navata unica, spiccano la volta a crociera e la pala dell'altare maggiore, dove si trova l'intaglio della Santissima Trinità, decorato con interessanti tele di Matías de Torres. Su entrambi i lati della navata si trovano diverse cappelle. Di particolare rilievo sono la cappella della famiglia Ortega, del XVII secolo, la cappella delle Santas Espinas (ex cappella del Cabildo) e la cappella della Inmaculada Concepción, in stile rococò. La chiesa della Santissima Trinidad ospita il museo della Caballada, festa di interesse turistico nazionale che si celebra ad Atienza ogni domenica di Pentecoste dal 1162, e un museo di arte sacra, in cui spiccano le sculture del Cristo dei Quattro Chiodi, romanico, e del Cristo del Perdono, di Luis Salvador Carmona, del XVIII secolo, il più prestigioso scultore spagnolo dell'epoca.

Museo della chiesa di San Bartolomeo
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Museo della chiesa di San Bartolomeo

Questa chiesa romanica del XII secolo si distingue per l'armonioso porticato. Al suo interno ospita un affascinante museo che unisce l'arte sacra, come la pala d'altare barocca, a una delle più importanti collezioni paleontologiche della regione, che espone migliaia di fossili e minerali. Si tratta di una tappa unica in cui storia medievale e scienza preistorica si incontrano.

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