Punto di vista del silo
Almagro
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La Rete Nazionale di Silo iniziò ad essere pianificata nel 1944 e le sue prime unità furono collocate in modo strategico, tenendo conto dei nodi di comunicazione e delle linee ferroviarie. Mappa turistica di Almagro I loro obiettivi principali erano quelli di consentire l'acquisto dell'intero raccolto di grano dagli agricoltori, di creare una riserva nazionale per garantire il consumo, di consentire la ricezione del grano importato nei porti e di facilitare l'esportazione, nonché di garantire una corretta manipolazione del grano e la selezione e il trattamento delle sementi. Tra il 1945 e il 1986 sono stati costruiti 663 silos e 275 granai, per una capacità totale di 2.684.947 tonnellate. Per tutto questo periodo, fino al 1984, il settore del grano ha operato in regime di monopolio statale e anche gli altri cereali erano soggetti a prezzi di intervento che ne garantivano l'acquisto da parte dello Stato a quel livello. La fine del regime di monopolio del grano e il successivo ingresso della Spagna nell'Unione Europea nel 1986 hanno portato a un intervento più limitato e a una significativa riduzione dell'uso dei sili. Il silo di Almagro fu messo in funzione nel 1968 e, tra tutti gli edifici costruiti ad Almagro nel corso del XX secolo, è senza dubbio quello con il più forte impatto visivo, al pari delle grandi chiese distribuite in tutta la città e ben al di sopra del resto delle costruzioni. Ma oltre alla sua formidabile forza materiale, la massa del silo è notevole anche perché rappresenta e comunica alcuni valori simbolici che sono senza dubbio rappresentativi del periodo storico in cui è stato eretto. Questi valori hanno a che fare con l'economia, con l'interventismo statale nei mercati, non solo in quello del grano, con la politica, con il totalitarismo e con la mancanza di libertà, anche della più elementare libertà di comprare e vendere. Per questi motivi e per altri meramente tecnici, il silo è un edificio poco versatile, condannato a rimanere inutilizzato quando l'epoca che simboleggiava e che gli dava significato è giunta al termine; così, da quando è caduto in disuso alla fine degli anni '70, è rimasto semi-abbandonato per 40 anni, subendo le ingiurie del tempo. Nel 2017, il Comune di Almagro ha pensato a cosa farne, a come adattarlo ai nuovi tempi in modo che fosse utile ai cittadini e senza realizzare interventi che lo deturpassero, dato che, nel bene e nel male, è diventato parte del paesaggio locale. In quell'anno, l'edificio annesso è stato adattato come spazio culturale polivalente, i dipinti di Antonio Laguna che ricoprono le quattro facciate della torre e la sua illuminazione. Nel 2020 è stato compiuto un nuovo passo nella riabilitazione del silo dell'Almagro con l'accesso alla terrazza, offrendo così la possibilità di godere di una vista meravigliosa e unica della nostra città.

